L'Ingegneria in Italia
 

"Il mercato degli idrocarburi", Padova, 15 Gennaio

Claiudio 14 Gen 2015 16:18
Con il consueto anticipo che mi contraddistingue, vi segnalo questo
incontro che si svolgerà domani pomeriggio a Padova

http://www.unipd.it/ilbo/content/il-mercato-degli-idrocarburi

"Incontro sul mercato degli idrocarburi (petrolio e idrocarburi non
convenzionali), organizzato dal Centro studi di economia e tecnica
dell’energia “Giorgio Levi Cases”.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il mercato degli
idrocarburi, e in particolare il mercato del petrolio, sta attraversando
una fase di eccesso di capacità produttiva grazie anche allo sviluppo
della cosiddetta produzione “non convenzionale” in atto nel Nord America.
La produzione di idrocarburi da rocce sedimentarie (shale) scardina per
certi aspetti i modelli tradizionali di produzione determinando così
effetti economicamente rilevanti sul mercato interno americano e su
quello internazionale, che portano al prolungarsi di una condizione di
mercato di debolezza del prezzo."

Dove: Aula Magna - Palazzo Bo - via VIII Febbraio, 2 - Padova
Quando: 15 gennaio 2015 - ore 15
Roberto Deboni DMIsr 21 Gen 2015 22:22
> On Wed, 14 Jan 2015 16:18:25 +0100, Claiu***** wrote:

> Con il consueto anticipo che mi contraddistingue, vi segnalo questo
> incontro che si svolgerà domani pomeriggio a Padova
>
> http://www.unipd.it/ilbo/content/il-mercato-degli-idrocarburi
>
> "Incontro sul mercato degli idrocarburi (petrolio e idrocarburi non
> convenzionali), organizzato dal Centro studi di economia e tecnica
> dell’energia “Giorgio Levi Cases”.
>
> Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il mercato degli
> idrocarburi, e in particolare il mercato del petrolio, sta attraversando
> una fase di eccesso di capacità produttiva grazie anche allo sviluppo
> della cosiddetta produzione “non convenzionale” in atto nel Nord
> America. La produzione di idrocarburi da rocce sedimentarie (shale)
> scardina per certi aspetti i modelli tradizionali di produzione
> determinando così effetti economicamente rilevanti sul mercato interno
> americano e su quello internazionale, che portano al prolungarsi di una
> condizione di mercato di debolezza del prezzo."
>
> Dove: Aula Magna - Palazzo Bo - via VIII Febbraio, 2 - Padova Quando: 15
> gennaio 2015 - ore 15

Cosa e' stato detto ?
Claiudio 24 Gen 2015 01:05
Il 21/01/2015 22:22, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
> Cosa e' stato detto ?
>
La conferenza era separata in due parti: nella prima ha parlato solo
Massimo Nicolazzi, in cui ha parlato della tecnologia, della produzione
e delle questioni economiche delle produzioni non convenzionali.
Estremamente interessante e che link la sua presentazione:
http://levicases.unipd.it/wp-content/uploads/2015/01/Presentazione-Prof.-Nicolazzi-evento-Levi-Cases-il-Mercato-degli-Idrocarburi.pdf

Secondo me, un esempio chiave molto utile che ha fatto per inquadrare la
differenza fra metodi di estrazione convenzionali e non convenzionali, è
quello del contadino che chiede in prestito alla banca i soldi per il
raccolto e ripagherà il debito con i proventi del raccolto stesso del
prossimo anno.
Il significato reale di questo esempio è che per l'estrazione con i
metodi non convenzionali è necessario continuamente scavare nuovi pozzi
e fare continue ricerche, attività costose che le compagnie petrolifere
di questo settore non possono sostenere.
Uno potrebbe domandarsi "le compagnie petrolifere non possono sostenere
questi costi?". Beh, la risposta a quanto sembra è proprio così. Le
"classiche" compagnie petrolifere sono orientate a sfruttare giacimenti
che richiedono metodi estrattivi "convenzionali" mentre le compagnie
******* invece sono orientate su quelli "non convenzionali".
Questo si riflette in due modelli produttivi e di flussi di cassa molto
differenti: i relativi grafici li si possono vedere nella pagina 11
della presentazione.
In conclusione, le fonti fossili non convenzionali sono un continuo
investimento, quindi molto sensibili a prezzi attuali. E probabilmente
dopo la crisi del prezzo ritorneranno a "pesare" sul mercato.
Interessante anche la pagina 31, in cui sono elencati i paesi e il
prezzo del petrolio che hanno fissato come riferimento per il loro
budget per l'anno 2015: il Venezuela ha praticamente "scommesso" sui 160
$/barile: una capacità di pianificazione economica che passerà alla storia.
Non ha praticamente parlato delle questioni ambientali, a parte un
accenno al rilassamento delle normative (ambientali) a partire dal 2005
con il "Bush Energy Act" (in realtà "Energy Policy Act"). IMHO ha fatto
bene, dopotutto si parlava di economia.

La seconda parte della conferenza è stato quasi come un flame sul NG
it.discussioni.energie-alternative: Alberto Clò "contro" i
rinnovabilisti, Arturo Lorenzoni "pro" rinnovabili e Giuseppe Zollino
che si barcamenava fra "contro-rinnovabilisti" e "pro-nucleare" (che qui
c'entrava come i cavoli a merenda).

Carlo Brunetti ha fatto un intervento di cui non mi ricordo molto: alla
domanda "quali possono essere gli effetti sulle imprese e l'economia,
italiana e globale, del calo del prezzo del petrolio? Il calo dei prezzi
potrebbe avere un effetto deflazionistico?" la risposta è stata
(pressapoco): "è molto difficile predire l'importanza del costo del
petrolio sulla economia".

Clò ha anche accennato alla teoria del picco del petrolio, dicendo che
alla prova dei fatti si è rivelata una teoria sbagliata.

Verso la fine è stata fatta fare una domanda dal pubblico. Più che una
domanda era un intervento e "ricordava" che a livello globale gli
incentivi alle fonti fossili sono molto superiori a quelli per le fonti
rinnovabili. Gli è stato risposto che a livello globale gli incentivi
alle fossili servono per far smettere di bruciarli in condizioni
pericolose nei paesi in via di sviluppo(mia traduzione: "far smettere di
bruciare ******* di mucca o di cammello _dentro_ la capanna, fatta di ******* e
paglia, e convincere le persone ad usare almeno una bomboletta
col butano, tipo campeggiatore"); gli incentivi alle rinnovabili invece
sono concentrati nei paesi industrializzati. Una eccezione dovrebbe
essere la Germania, con gli incentivi per l'uso della lignite nelle
centrali termoelettriche.

Questo è un po' quello che è stato detto.
Ripeto il consiglio: guardatevi il pdf della presentazione.
Claiudio 24 Gen 2015 01:41
Linko anche questo articolo del Corriere
http://corriereinnovazione.corriere.it/coverstory/2015/17-gennaio-2015/rivoluzione-petrolio-abbatte-bollette-rilancia-manifattura-230858320776.shtml

Anche questo è un riassunto di quello che era stato detto a Padova.
Roberto Deboni DMIsr 24 Gen 2015 07:02
> On Sat, 24 Jan 2015 01:05:30 +0100, Claiu***** wrote:

>> Il 21/01/2015 22:22, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

>> Cosa e' stato detto ?
>>
> La conferenza era separata in due parti: nella prima ha parlato solo
> Massimo Nicolazzi,

il figlio di Franco ?

> in cui ha parlato della tecnologia, della produzione
> e delle questioni economiche delle produzioni non convenzionali.
> Estremamente interessante e che link la sua presentazione:

>
http://levicases.unipd.it/wp-content/uploads/2015/01/Presentazione-Prof.-Nicolazzi-evento-Levi-Cases-il-Mercato-degli-Idrocarburi.pdf
>
> Secondo me, un esempio chiave molto utile che ha fatto per inquadrare la
> differenza fra metodi di estrazione convenzionali e non convenzionali, è
> quello del contadino che chiede in prestito alla banca i soldi per il
> raccolto e ripagherà il debito con i proventi del raccolto stesso del
> prossimo anno.

La nuova microazienda petrolifera ?

> Il significato reale di questo esempio è che per l'estrazione con i
> metodi non convenzionali è necessario continuamente scavare nuovi pozzi
> e fare continue ricerche, attività costose che le compagnie petrolifere
> di questo settore non possono sostenere. Uno potrebbe domandarsi "le
> compagnie petrolifere non possono sostenere questi costi?". Beh, la
> risposta a quanto sembra è proprio così. Le "classiche" compagnie
> petrolifere sono orientate a sfruttare giacimenti che richiedono metodi
> estrattivi "convenzionali"

Quelle vivono di rendita.

> mentre le compagnie ******* invece sono
> orientate su quelli "non convenzionali".

Questi vivono alla giornata :-)
... direi una vita da "circo".

> Questo si riflette in due
> modelli produttivi e di flussi di cassa molto differenti: i relativi
> grafici li si possono vedere nella pagina 11 della presentazione.
> In conclusione, le fonti fossili non convenzionali sono un continuo
> investimento, quindi molto sensibili a prezzi attuali. E probabilmente
> dopo la crisi del prezzo ritorneranno a "pesare" sul mercato.
> Interessante anche la pagina 31, in cui sono elencati i paesi e il
> prezzo del petrolio che hanno fissato come riferimento per il loro
> budget per l'anno 2015: il Venezuela ha praticamente "scommesso" sui 160
> $/barile: una capacità di pianificazione economica che passerà alla
> storia. Non ha praticamente parlato delle questioni ambientali,

E' un settore a cui non ha mai interessato l'ambiente.

> a parte
> un accenno al rilassamento delle normative (ambientali) a partire dal
> 2005 con il "Bush Energy Act" (in realtà "Energy Policy Act"). IMHO ha
> fatto bene, dopotutto si parlava di economia.

A proposito, ho gia' idea di come sara' la terza rivoluzione petrolifera,
quando sara' estratta per il suo valore come materia prima (prezzo sui
$10/kg ?): verrano estratte tonnellate di roccia, macinata per poi
"spremere" fuori il poco petrolio rimasto).

> La seconda parte della conferenza è stato quasi come un flame sul NG

"del" NG ? o proprio "sul" NG ?

> it.discussioni.energie-alternative: Alberto Clò "contro" i
> rinnovabilisti, Arturo Lorenzoni "pro" rinnovabili e Giuseppe Zollino
> che si barcamenava fra "contro-rinnovabilisti" e "pro-nucleare" (che qui
> c'entrava come i cavoli a merenda).

Perche' il nucleare non c'entra ?

> Carlo Brunetti ha fatto un intervento di cui non mi ricordo molto: alla
> domanda "quali possono essere gli effetti sulle imprese e l'economia,
> italiana e globale, del calo del prezzo del petrolio? Il calo dei prezzi
> potrebbe avere un effetto deflazionistico?" la risposta è stata
> (pressapoco): "è molto difficile predire l'importanza del costo del
> petrolio sulla economia".

Anche perche' sara' interessante immaginare cosa accadra' quando sara'
finito il "petrolio facile" che oggi mi pare (dopo avere letto il suo
interessante riferimento) funga da notevole funzione calmierante.

> Clò ha anche accennato alla teoria del picco del petrolio, dicendo che
> alla prova dei fatti si è rivelata una teoria sbagliata.

Non sarei cosi' sicuro. Forse e' sbagliata l'interpretazione semplicistica
data dai soliti giornalisti ignoranti, ma il prezzo attuale indica che
e' finita l'era del petrolio a $12/barile (ovviamente a valore monetario
costante, altrimenti facciamo paragoni del ... cavolo).

> Verso la fine è stata fatta fare una domanda dal pubblico. Più che una
> domanda era un intervento e "ricordava" che a livello globale gli
> incentivi alle fonti fossili sono molto superiori a quelli per le fonti
> rinnovabili.

E daie', uno dei centri sociali o il solito prezzolato da Greenpeace ?

All'inizio c'ero cascato anch'io (e credo di averlo riportato), ma poi
pero' ho pensato: ma come fanno ad essere di piu' se l'elettricita'
costa cosi' tanto di piu' dei combustibili ?
Poi ho capito: il solito paragone del ...
In altre parole, sara' anche possibile che la "somma totale" degli
incentivi relativi ("a favore ?") alle fonti fossili sia superiore
agli incentivi a favore del fotovoltaico (ci sono altre fonti
rinnovabili che per incentivi possono competere con il fotovoltaico ?).
Ma per unita' di energia sono piu' che sicuro che nessuna fonte di
energia riceve di sussidi (altro che incentivi) quanto riceve il
fotovoltaico!

> Gli è stato risposto che a livello globale gli incentivi
> alle fossili servono per far smettere di bruciarli in condizioni
> pericolose nei paesi in via di sviluppo(mia traduzione: "far smettere di
> bruciare ******* di mucca o di cammello _dentro_ la capanna, fatta di
> ******* e paglia, e convincere le persone ad usare almeno una bomboletta
> col butano, tipo campeggiatore"); gli incentivi alle rinnovabili invece
> sono concentrati nei paesi industrializzati. Una eccezione dovrebbe
> essere la Germania, con gli incentivi per l'uso della lignite nelle
> centrali termoelettriche.

Quanto pesa per kW*h erogato l'incentivo sull'uso della lignite ?
Nonostante che vedo l'uso della lignite come una ******* sul naso, dubito
che riceva quanto il fotovoltaico.
Roberto Deboni DMIsr 25 Gen 2015 08:48
> On Sat, 24 Jan 2015 12:25:02 +0100, Claiu***** wrote:

>> Il 24/01/2015 07:02, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

>> La nuova microazienda petrolifera ?

> C'è un'associazione americana che raccoglie i produttori indipendenti di
> petrolio, la IPAA: http://www.ipaa.org. A giudicare da quando esite,
> 1929, i "piccoli" produttori sono sempre esistiti.

Lo so, immagino che quando il giacimento era piccolo, erano in grado di
competere. Quello che intendevo qui e' che questa volta abbiamo una
tecnologia di estrazione in cui possono prevalere, infatti per quanto
sia vasto il giacimento, per i motivi descritti dalle sue citaazioni,
la tradizionale grossa azienda petrolifera ha dei problemi ad operare.

> Dovrebbe contare
> circa 8 mila associati, ma non riesco a trovare conferma nel loro sito.

...snip...

>> A proposito, ho gia' idea di come sara' la terza rivoluzione
>> petrolifera, quando sara' estratta per il suo valore come materia prima
>> (prezzo sui $10/kg ?): verrano estratte tonnellate di roccia, macinata
>> per poi "spremere" fuori il poco petrolio rimasto).
> Tipo con le sabbie bituminose?

Quello e' "facile" :-)
Sto pensando a sistemi piu' complicati, come la comune estrazione di un
minerale "diluito" dall'alto valore commerciale.

>>> La seconda parte della conferenza è stato quasi come un flame sul NG
>>
>> "del" NG ? o proprio "sul" NG ?
> Non afferro la differenza, ma sicuramente è per mia ignoranza.

Hanno discusso "su di noi" o hanno discosso "come facciamo noi" ? :-)

>>> it.discussioni.energie-alternative: Alberto Clò "contro" i
>>> rinnovabilisti, Arturo Lorenzoni "pro" rinnovabili e Giuseppe Zollino
>>> che si barcamenava fra "contro-rinnovabilisti" e "pro-nucleare" (che
>>> qui c'entrava come i cavoli a merenda).
>>
>> Perche' il nucleare non c'entra ?

> Per due motivi:
> 1- si parlava di petrolio e di gas e del loro ruolo nel mercato globale,
> non una gara dove la fonte prediletta "è più meglio" della tua. Questa
> critica comunque si applica anche agli altri due. 2- Zollino ha detto
> che il nucleare costa 5 c€/kWh, compreso di tutto. Ma io avrei voluto
> chiedere di intervenire solo per dirgli che a dicembre 2014 la centrale
> di Vermont Yankee ha avviato le procedure di decomissioning perché, con
> il gas così a basso prezzo, sul mercato non riesce a starci.

Non riesco a crederci. Il funzionamento di una centrale ESISTENTE costa
cosi caro ?
Non, non riesco a crederci.
Cifre ?

...snip...

>> Quanto pesa per kW*h erogato l'incentivo sull'uso della lignite ?

> Bella domanda. Bisognerebbe fare una ricerca in proposito.
>
> PS
> Appena ho tempo, vedo di mettere nero su bianco una mia tesi
> cospirativa/complottista delle aziende petrolifere :-)

:-)
Roberto Deboni DMIsr 25 Gen 2015 09:03
On Sun, 25 Jan 2015 01:48:26 -0600, Roberto Deboni DMIsr wrote:

>> On Sat, 24 Jan 2015 12:25:02 +0100, Claiu***** wrote:

>> 2-Zollino ha detto che il nucleare costa 5 c€/kWh, compreso di tutto. Ma
>> io avrei voluto chiedere di intervenire solo per dirgli che a dicembre
>> 2014 la centrale di Vermont Yankee ha avviato le procedure di
>> decomissioning perché, con il gas così a basso prezzo, sul mercato non
>> riesce a starci.
>
> Non riesco a crederci. Il funzionamento di una centrale ESISTENTE costa
> cosi caro ?
> Non, non riesco a crederci.
> Cifre ?

http://www.burlingtonfreepress.com/article/20130827/NEWS07/308270007/Reversing-course-Entergy-to-close-Vermont-Yankee-in-2014

tra le righe si capisce dove stanno fluendo le cifre che causano "costi"
insormontabili all'impianto nucleare:

"... just weeks after the company won another round in the court battle
against the state."

La questione sta in questo:

"... Vermont state legislature's enactment of a law providing the state
legislature authority to determine the continued operation of the plant,"

e questo potere e' stato usato:

".... Vermont legislature voted in February 2010 against renewed
permission to operate."

L'azienda, Entergy, e' scesa in tribunale, ma possiamo immaginare i costi.
La pressione politica e' tale, che e' anche scomparsa una pagina
giornalistica, in cui Entergy interveniva per difendere la "praticabilita'
economica" dell'impianto:

http://www.burlingtonfreepress.com/errors/404/

Insomma, dal taglio delle notizie, si nota subito la pressione dei politici
a creare una situazione in modo artatto.

La questione e' che sappiamo tutti che l'incidenza dei costi gestionali
sul costo del kW*h nucleare prodotto e' cosi' basso che non c'e' ALCUN
COMBUSTIBILE FOSSILE OGGI IN GRADO DI COMPETERE.

Insomma, e' come affermare che 2+2 = 5 (la politica puo' permetterselo
perche' il suo destinatario e' la massa ******* ma noi tecnici sappiamo
meglio)

Appena ho letto la sua frase, mi sono subito squillati campanelli di
allarme (errore!) nella testa.
Roberto Deboni DMIsr 25 Gen 2015 09:09
> On Sun, 25 Jan 2015 02:03:11 -0600, Roberto Deboni DMIsr wrote:

>> On Sun, 25 Jan 2015 01:48:26 -0600, Roberto Deboni DMIsr wrote:
>
>>> On Sat, 24 Jan 2015 12:25:02 +0100, Claiu***** wrote:
>
>>> 2-Zollino ha detto che il nucleare costa 5 c€/kWh, compreso di tutto.
>>> Ma io avrei voluto chiedere di intervenire solo per dirgli che a
>>> dicembre 2014 la centrale di Vermont Yankee ha avviato le procedure di
>>> decomissioning perché, con il gas così a basso prezzo, sul mercato
>>> non riesce a starci.
>>
>> Non riesco a crederci. Il funzionamento di una centrale ESISTENTE costa
>> cosi caro ?
>> Non, non riesco a crederci.
>> Cifre ?
>
>
http://www.burlingtonfreepress.com/article/20130827/NEWS07/308270007/Reversing-course-Entergy-to-close-Vermont-Yankee-in-2014
>
> tra le righe si capisce dove stanno fluendo le cifre che causano "costi"
> insormontabili all'impianto nucleare:
>
> "... just weeks after the company won another round in the court battle
> against the state."
>
> La questione sta in questo:
>
> "... Vermont state legislature's enactment of a law providing the state
> legislature authority to determine the continued operation of the
> plant,"
>
> e questo potere e' stato usato:
>
> ".... Vermont legislature voted in February 2010 against renewed
> permission to operate."
>
> L'azienda, Entergy, e' scesa in tribunale, ma possiamo immaginare i
> costi. La pressione politica e' tale, che e' anche scomparsa una pagina
> giornalistica, in cui Entergy interveniva per difendere la
> "praticabilita' economica" dell'impianto:
>
> http://www.burlingtonfreepress.com/errors/404/
>
> Insomma, dal taglio delle notizie, si nota subito la pressione dei
> politici a creare una situazione in modo artatto.
>
> La questione e' che sappiamo tutti che l'incidenza dei costi gestionali
> sul costo del kW*h nucleare prodotto e' cosi' basso che non c'e' ALCUN
> COMBUSTIBILE FOSSILE OGGI IN GRADO DI COMPETERE.
>
> Insomma, e' come affermare che 2+2 = 5 (la politica puo' permetterselo
> perche' il suo destinatario e' la massa ******* ma noi tecnici sappiamo
> meglio)

Infatti, il mio commento per questa:

"He said the decision had nothing to do with risk or cost of litigation
with the state or political pressure."

BALLE!

Questo signor Bill Mohl ("Entergy’s wholesale commodities president")
e' un politico, non e' stato onesto. Altrimenti ci mostri le cifre.

Ed infatti:

http://www.entergy.com/about_entergy/leadership/mohl.aspx

"Bill currently serves on the executive boards of the Nuclear Energy
Institute (NEI) and Electric Power Supply Association (EPSA)"

piu' politico di cosi' ...

Ma che PALLE!!! Ma perche' la massa deve essere cosi' ignorante!
E' solo l'ignoranza delle masse che permette queste continue falsificazioni
e non mi riferisco solo al nucleare. C'e' anche il solare termoelettrico
(che non credo si possa onestamente definire come "pericolosa" o
"dannosa", salvo nelle menti di chi e' pagato per scriverlo o e' troppo
stupido per capire le manipolazioni), e tutti gli altri settori ove
la tecnica riporta una cosa e la politica il contrario.

Stupidi, ottusi e ... disgraziati (perche' poi le masse pagano un duro
prezzo, una trista sudditanza per questa ignoranza).
Roberto Deboni DMIsr 27 Gen 2015 22:54
> On Tue, 27 Jan 2015 15:22:56 +0100, Claiu***** wrote:

>> Il 25/01/2015 09:09, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:

>> Questo signor Bill Mohl ("Entergy’s wholesale commodities president")
>> e' un politico, non e' stato onesto. Altrimenti ci mostri le cifre.

> Qui ne mettono qualcuna
>
http://archive.burlingtonfreepress.com/article/20130827/NEWS07/308270013/Entergy-statement-Vermont-Yankee-closing

"the financial impact of cumulative regulation"

ovvero i costi di adeguamenti ad ulteriori normative.

Riguardo a questa azienda:

"Entergy owns and operates power plants with approximately 30,000 megawatts
of electric generating capacity, including more than 10,000 megawatts of
nuclear power ..."

e cosa ne pensa del nucleare in generale:

"Entergy remains committed to nuclear as an important long-term component
of its generating portfolio. Nuclear energy is safe, reliable, carbon-free
and contributes to supply diversity and energy security as part of a
balanced energy portfolio.”

Quindi Entergy non pare certamente pensare che il nucleare sia in
declino, ma bensi' sta togliendosi dalla sua "scarpa" un sassolino
diventato veramente fetente per i seguenti motivi:

"January 2006: 100 anti-nuclear supporters demonstrated at the front door
of Entergy Nuclear, and eleven people were arrested for trespassing."

"Nuclear Regulatory Commission performed a tri-annual inspection
July–August 2008."

"In October 2009, >>>Arnold Gundersen<<<, a member of a special oversight
panel convened by the Vermont General Assembly, confirmed that ra*****active
contamination had been detected in underground pipes.
State regulators have concluded that Vermont Yankee misled them about
whether there were underground pipes carrying ra*****active material at the
plant.
The Public Service Board says Entergy Vermont Yankee now has to cover the
legal fees of environmental groups that have challenged the company's
request to extend its license."

"April 2009: About 150 activists marched from Montpelier's City Hall to
the State House to urge lawmakers to back development of clean energy
sources such as wind power and solar power; the marchers had gathered
12,000 signatures in support of closing Vermont Yankee."

"January 2010: A coalition of anti-nuclear activists participated in
a 126-mile walk from Brattleboro to Montpelier in an effort to block
the re-licensing of Vermont Yankee. About 175 people took part in the
March, some joining for the day and some for longer stretches."

"In February 2010, the Vermont Senate voted 26 to 4 against allowing
the PSB to consider re-certifying the Vermont Yankee Nuclear Plant
after 2012, citing ra*****active tritium leaks, misstatements in
testimony by plant officials, a cooling tower collapse in 2007,
and other problems."

"Governor Peter Shumlin is a prominent opponent of the Vermont Yankee.
Two days after Shumlin was elected governor in November 2010, Entergy
sought offers to purchase the plant.[48] The company withdrew the plant
from consideration for sale in late March 2011."

Questo e' evidentemente il momento in cui gli amministratori di Entergy
ne avevano avuto abbastanza.

"In March 2011, 600 people gathered for a weekend protest outside the
Vermont Yankee plant, in the wake of the Fukushima I nuclear accidents."

"On January 19, 2012, Judge J. Garvan Murtha of United States District
Court in Brattleboro ruled that the state of Vermont could not force
Vermont Yankee to close down, as the legislation that attempted to do so
was based on ra*****logical safety arguments that are the exclusive concern
of the NRC. The judge also held that the state cannot force the plant’s
owner, Entergy, to sell electricity from the reactor to in-state utilities
at reduced rates as a condition of continued operation."

"In March 2012, more than 130 protesters were arrested at the corporate
headquarters of the Vermont Yankee nuclear power plant, on the first day
of the plant's operation after the expiration of its original 40-year
license."

"In March 2013, more than 500 people, carrying banners and chanting
"shut it down", marched through downtown Brattleboro in protest against
Vermont Yankee."

Insomma, il messaggio dei fanatici locali e' chiaro: "ti piantiamo cosi'
tante grane da mangiarti gli utili."
Ovviamente questo e' tanto piu' vero se il vantaggio del nucleare si
marginalizza a causa di un momento di mercato basso del gas (ma gli
i*****ti che "tacciono", la cosidetta ottusa massa silenziosa, si pone
la domanda di cosa accadra' quando il gas tornera' a salire, perche'
il dubbio non e' "se", bensi' "quando").

> Infine, può essere che la WNA debba comportarsi "politicamente" pure
> lei, ma qui scrivono che si tratta del famoso mercato:
>
http://us1.campaign-archive2.com/?u=140c559a3b34d23ff7c6b48b9&id=cb32414f46&e=4d51c5cf08

Non scrivono nulla, riportano solo il commento fornito dal gestore,
che ha in gioco altri 10'000 MW di nucleare che non vuole inimicarsi
come i newyorkesi.

Ma da quando in qua l'economia delle grosse centrali elettriche (sono
pur sempre oltre 600 MW(e) ) si definisce sulle oscillazioni dei
prezzi di mercato a breve termine ? Siamo seri, visto che e' stata
costretta a chiudere, Entergy ha fatto buon viso a cattivo gioco.
Cosa doveva fare: rimarcare che ha subito in ricatto minatorio,
inimicandosi molti politici ... per niente che la soddisfazione di
s*****arli ? Noi possiamo farlo, ma i gestori di una grossa azienda
elettrica in libero mercato non puo' permetterselo, nonostante abbia
il nucleare.

Ed anche chi non e' della azienda, ma subisce le conseguenze della
i*****zia antinuclearista e negli Stati Uniti ha la possibilita' di
esprimersi liberamente, senza censura (mentre in Italia, se dovessimo
limitarci alle fonte dei mass-media, non appare nessuna critica verso
gli antinuclearisti e nessuno appare "azzardarsi" a parlare bene
dell'energia nucleare ... e ci sono i*****ti che negano che l'Italia
oggi e' un regime fascista!):

http://www.forbes.com/sites/jamesconca/2013/09/01/who-told-vermont-to-be-stupid/

"... we also saw discrimination win over science."

"Ideology defeated reason."

"As a scientist, I was saddened in a way I am not usually wont."

"The Great State of Vermont threw away cheap clean energy this week out
of ignorance and fear. Vermont chose to be stupid, and will hurt the
environment as a sidebar."

Infatti:

"The power station was producing 0ver 70% of the State’s power,
carbon-free."

Ops, potevo risparmiare l'elenco, ecco qui un po' meglio:

"...financial investments required by an increasingly onerous regulatory
environment brought on by unfounded fears from the Fukushima disaster
even in the face of a stellar safety record and a completely different
safety case"

ed una distorsione (evidentemente deliberata da polici intenti a
raccogliere il consenso di una potente lobby di fanatici) del
mercato che impedisce di passare i vantaggi del minor costo dell'energia
nucleare ed idroelettrica:

"wholesale market design flaws that maintain artificially low energy and
capacity prices in the region, and actively suppress the benefits of the
lowest costing energy that merchant nuclear and hydroelectric plants
have long provided the people of Vermont"

Ma c'e' una verita' aggiuntiva piu' sgradevole:

"But we all know the real reason. Nasty politics and ignorance. The
latter is forgivable and rectifiable with a little homework. The
former is not."

“The current [upward] trajectory of electricity prices is likely to
continue as Vermont mandates production from much more expensive
renewables and provides a variety of subsidies to producers of
renewable energy. Electricity from wind can cost up to 20 cents per
kilowatt hour and solar between 20 and 30 cents. Compare that to the
current wholesale price of electricity from Hydro-Quebec, which costs
about six cents per kilowatt hour [similarly for natural gas].
Vermont recently decided not to purchase electricity from the Vermont
Yankee nuclear plant, which was selling electricity to the state for
less than five cents a kilowatt hour”

Ha visto cosa succede quando si va a leggere anche l'altra versione ?

elettricita' idroelettrica, prezzo = 6 cent/kW*h
elettricita' termoelettrico a gas, prezzo = 6 cent/kW*h
elettricita' nucleare, prezzo = 5 cent/kW*h

E si mediti: se il Vermont si rifiuta di acquistare l'energia nucleare
(evidentemente una decisione politica per dare soddisfazione agli
antinuclearisti, visto in realta' un prezzo piu' basso) cosa puo'
fare Entergy ? A quanto pare uno degli Stati piu' legati al
vecchio continente e' parimenti influenzabile da una stupida ed
ignorante propaganda e sono sulla strada regressione economica:

"Vermonters should only be paying 8¢/kWhr, not the 18¢/kWhr they’re
paying now, nor the 20¢/kWhr they’ll be paying in the next few years."

Tutto cio' che ha portato Entergy a chiudere l'impianto e' dovuto a:

"... many years of very effective and concerted lobbying to bias elected
officials in Vermont against nuclear energy. The public let them.
Entergy was not prepared to counter this anti-nuclear push. They
even seemed oblivious to its magnitude and effect, and bumbled
communications and response. Or maybe they just got tired and resigned
to letting Vermont get what it deserves."

Gia' "tired". Dopo tutto gli amministratori di una azienda elettrica
non sono degli ideologhi. Cosa gliene frega del nucleare, se
i consumatori sono disposti a pagare il prezzo economico ed in salute
(danno) di fonti meno pulite o meno prestanti ?

Ed ecco le considerazioni che spiegano la mia incredulita' di fronte
ad una evidente menzogna (che sia il prezzo del gas ad avere reso
non competitivo il nucleare):

"Vermont Yankee is already mostly paid for, it had 20 years left, and
mothballing it won’t save any money for the State, or reduce the risks
that much either. The best thing to do with a nuclear power plant is to
run it. Mothballing an active reactor ahead of its time is a wicked
expensive waste."

Gia': "expensive waste" e l'Italia l'ha fatto con Caorso, neanche
lontanamente ammortizzata. I*****ti!

Nell'articolo si descrive che cosa il nucleare ha risparmiato agli
abitanti del Vermont, ma dovrebbe anche aggiungere che il metano che
appare sostituira' il nucleare inquinera' per decenni le acque potabili
naturali e richiedera' l'utilizzo di ulteriori quantita' di energia
per ottenere acqua pulita per distillazione.

Il commento finale spiega anche perche' nel Vermont si ritengono
cosi' "superiori al nucleare" (provando che l'antinuclearista e'
sostanzialmente un pos*****re di SUV con agriturismo): ha un
altissimo reddito e con i soldi puo' "riparare" cio' che danneggia.

Naturalmente la propaganda non puo' tollerare che uno dica chiaramente
quanto e' ******* e ******* e quindi:

http://www.sevendaysvt.com/OffMessage/archives/2013/09/03/forbes-calls-vermonters-stupid-for-closing-vermont-yankee

accusa di ignoranza l'attacco di ignoranza ... (della serie: "no stupido
sei tu ..." tipico di chi non ha argomenti).

Lo stupido non riflette mai sulle accuse, ma reagisce d'istinto (dopotutto
oltre all'istinto non c'e' molto piu' nei loro cervelli) e quindi:

"Ugh. There's nothing more infuriating than someone smugly calling you
stupid and lazy for not doing your homework — who was too lazy to do
his own."

Vediamo se questa facile premessa piccata prosegue con argomenti
oggettivi alle feroci accuse rivolte.

Niente, nulla, nisba, il solito vuoto intellettivo. Ecco gli argomenti:

"... nuclear power isn't exactly "carbon-free."

Se e' per questo, quale fonte e' ESATTAMENTE "carbon-free". Solo per
questa menzogna per omissione, l'autore (il sig.Ken Picard) meriterebbe
dieci frustate (mediatiche).

In realta' per "carbon-free" si intende "sul posto". Ed al pari di
eolico, fotovoltaico ed idroelettrico, il nucleare non emette
alcuna emissione sul luogo di generazione elettrica.

E poi l'argomento del 70% di contributo

"Vermont utilities haven't bought a single electron from Vermont Yankee
since their contracts expired three years ago."

Quindi e' da tre anni che il boicotaggio si e' concretizzato. I
rivenditori elettrici del Vermont non hanno piu' acquistato l'elettricita'
nucleare nonostante costasse meno e portasse ricchezza con posti di
lavoro locale.

E leggete con quale scusa si difendono dall'accusa di un concertato
lobbyismo antinucleare:

"... since its arrival in Vermont in 2002, the plant's owner, Entergy,
has consistently been one of the state's biggest spenders on lobbyists ..."

Ora, senza entrare nel merito di "chi ha iniziato" o se e' lecito o
meno per una azienda promuovere i suoi prodotti (la pubblicita' e'
lobbyismo o no ?), questa difesa equivale ad una "negazione"
dell'accusa ? Non mi pare.

Peggio ancora la pretesa di "non anti-nuclearismo" quando si afferma
di gradire il nucleare ... ma proveniente da un altro stato. No
comment su una tale convinzione di essere nel giusto ad essere Nimby,
che neanche si accorge di cosa ha appena affermato.

In quanto alla difesa sulla tariffazione elettrica del mercato USA
non ho capito il contro-argomento. Non ci trovo ne capo ne coda.
Qualcuno prova ad interpretarlo per me ?

"Blaming that "virtual ******* of artifice and short-term profit
arrangements" on Vermonters is akin to blaming mortgage holders
for the 2008 housing market collapse instead of the true
culprits — the Wall Street hoodlums who repackaged dogshit loans
to unemployed ex-cons as five-star investment opportunities."

Ma andiamo avanti, quale e' il sofisticato contro argomento alla accusa:

""Most Vermonters were led blindly into throwing away the cheapest,
cleanest energy available."

Ebbene, leggiamo:

"Cheapest AND cleanest? Wow, there's some uplifting news for the people
of ******* who live within a half-day's drive of Fukushima Daiichi,
especially in light of yesterday's bad news about toxic water leaking
from the plant. If nuclear power were so "cheap" and "clean," both in
the short- and long-term, please point to a U.S. nuclear plant that's
been decommissioned in the last 20 years — without going over budget."

Ma che razza di contro-argomento e' ?
A me sembra una battuta ******* da parte di un *******

Neanche migliore e' il contro-argomento per la successiva accusa. Si
perde a fare l'offeso ("wicked" ?) e poi:

"... Entergy's wholesale commodities president, was crystal clear on this
point: "Vermont Yankee is no longer financially viable."

E che razza di contro-argomento e' questo ?
Visto che l'affermazione e' dovuta da evidenti motivi politici di
buon rapporti con il pubblico ? (ripeto, chiuso per chiuso, perche'
inimicasi i clienti, presenti e potenziali ?)

Tra l'altro questo dimostra una accurata selettivita' in cosa credere
e non credere delle parole del sig.Bill Mohl. Troppo comodo.

Notare la presa in giro del fare il verso di cio' che invece appare
proprio la realta' di come l'ho descritta:

"That governor of yours with the big shnoz kept taunting us with the
nickname, 'Entergy Louisiana' until we couldn't take it anymore."

E questa penosa battuta impegna la meta' del paragrafo dedicato alla
contro argomentazione. Il bello e' che il tizio non si e' messo
d'accordo con i soci, perche' loro invece si vantano del merito di
avere ucciso l'impianto nucleare:

http://ecowatch.com/2014/12/29/vermont-yankee-shuts-down/

"Decades of ******* grassroots campaigning by dedicated, non-violent nuclear
opponents, working for a Solartopian green-powered economy, forced this
reactor’s corporate owner to bring it down."

Colgo a conclusione di osservare ancora una volta di quanto sono
antidemocratici gli antinuclearisti, nuovi veri fascisti di questo
secolo. Il loro attivismo non si volge primariamente nel ottenere
un consenso elettorale, ma bensi' nel ostacolare, sabotare, presentare
citazioni ed esposti, manca solo la minaccia ai singoli dirigenti e
lo schema sarebbe assimilabile a quello di una organizzazione
criminale.

Quindi bugiardi e falsi. Che altro dire ?
Roberto Deboni DMIsr 29 Gen 2015 14:58
> On Tue, 27 Jan 2015 15:30:15 +0100, Claiu***** wrote:

> Qui qualche altro numero, soprattutto per il gas
>
http://archive.burlingtonfreepress.com/article/20130827/NEWS07/308270019/Power-grid-unaffected-by-Vermont-Yankee-closing
>
> Certo che l'articolo inizia con le dichiariazioni di qualcuno che quasi
> sta per avere un ******* nel veder chiudere una NPP.

A proposito, un altro esempio di come opera l'antinuclearismo:

http://www3.nhk.or.jp/nhkworld/english/news/20150123_27.html

"The restart of the Sendai nuclear power plant in Kagoshima Prefecture,
southwestern ******* has been put off again due to a document revision."

Hanno fatto una normativa piu' severa, l'azienda Kyūshū Electric Power
diligentemente effettua tutte le modifiche richieste, effettua tutte
le verifiche richieste, ottiene tutte le approvazioni richieste
(locale, provinciale e regionale). E poi ?

Il personale del JNRA (Japanese Nuclear Regulation Authority) se ne viene
fuori con dei cavilli formali. Ora, mentre per delle persone "private"
rimandare un attivita' puo' essere piu' che altro una seccatura, per una
azienda significa un peso finanziario, perche' nel frattempo continua
a pagare salari e stipendi, senza incassare corrispettivi, a dovere pagare
interessi bancari per quanto ha anticipato per gli adeguamenti normativi
richiesti, etc.

Il messaggio di tipo mafioso che si potrebbe intravvedere e': smettila
con il nucleare ... "capiscimi ...".

La domanda e': ma e' lecito questo modo di operare ? Se il nucleare
"non si ha da fare" non dovrebbe essere prescritto da una chiara ed
apposita legge ? Oppure, e' accettabile che la burocrazia abbia questa
discrezionalita' per far passare i sentimenti di qualche parte,
al di sopra della espressa (o mancata) volonta' popolare ?
Non e' un metodo "mafioso", certamente poco democratico ?

Questo mi porta anche alla situazione italiana (ripetuta per ben due
volte). Ma il nucleare in Italia e' vietato dalla Costituzione ?
Oppure esiste un legge che vieta esplicitamente gli usi civili
dell'energia nucleare in Italia ?
Tutto quello che abbiamo sono un paio di referendum che hanno abrogato
un certo numero di leggi, ed una interpretazione "autentica" del
significato di queste abrograzioni.
Magari hanno ragione, l'interpretazione "autentica" e' corretta, ma
non e' "ambiguo" porre le cose in questo modo ?

Oppure si tratta solo di scuse per una classe politica che trova
piu' interessante fare affari con i rivenditori di gas (in genere
nazioni non OCSE) piuttosto che con i rivenditori di combustibile
nucleare (che invece sono nazioni occidentali, meno corruttibili).

Oppure di una malavita organizzata che non gradisce i fastidi di
centrali nucleari controllate con estrema severita' dalla forze
dell'ordine e da una Agenzia di controllo del nucleare ?

L'energia nucleare e' un fattore critico per l'economia: e' stato
giusto permettere ai politici di nascondersi dietro ad una decisione
presa implusivamente in pochi minuti da un certo numero di elettori
utilizzando uno strumento che molti elettori non condividono (ci sono
elettori che affermano che il referendum non e' il modo giusto
per fare politica economica) e quindi che si astengono ?

Non dovrebbe essere invece una scelta presa con approfondito e
diligente dibattito in una sede ove le emozioni vengono tenute
fuori dalla porta (o almeno cosi' dovrebbe essere in Parlamento) ?

E se proprio passa la scelta antinucleare, almeno che sia chiaramente
tracciata la strada che permetta di farla funzionare, considerando
tutti i risvolti ?

Invece, cosi', per due volte, con il referendum, un maggioranza risicata
di elettori ha semplicemente dato "carta bianca" ai politici (prima
Craxi, poi Berlusconi) di interpretare e trovare alternative come meglio
gradivano. Spesso gli antinuclearisti si atteggiano come dei
<"democratici" contro aziende "fasciste"> ma, se pensate a come opera la
propaganda, si capisce che in realta' e' l'inverso, costoro sono dei
fascisti (con tendenze ai metodi mafiosi) e le "cattive" aziende, non
essendoci "una" (non c'e' monopolio), sono ben piu' "democratiche",
permettendo ai consumatori di sceglierle in base a quale fonte desiderano
che si utilizzi.

Ecco, in realta' gli antinuclearisti vogliono impedirvi di scegliere.
E chi sarebbe anti-democratico ?

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