L'Ingegneria in Italia
 

Certificazione energetica e codice penale e truffa fiscale

Roberto Deboni DMIsr 12 Ago 2015 18:18
Ho l'impressione che qualche collega la sta prendendo troppo facile
in materia e forse e' il caso di svegliarlo.

Ricordiamo che la certificazione energetica si basa su una asseverazione.

E che la parola asseverare nella ******* italiana, sta a denominare
una dichiarazione di particolare rilevanza a cui viene ascritto un
particolare valore di veridicità, affidabilità, e comprova della verità.

Si tratta, pertanto, di una vera e propria certificazione che, se resa in
modo non vero, ricade appieno nel reato di falso.

Art. 481 - Falsità ideologica in certificati commessa da persone
esercenti un servizio di pubblica necessità -
Chiunque, nell'esercizio di una professione sanitaria o forense
o di un altro servizio di pubblica necessità attesta falsamente in un
certificato, fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità,
è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire centomila
a un milione.
Tali pene si applicano congiuntamente se il fatto è commesso a
scopo di lucro.

Il lucro c'e' certamente, visto che il professionista si fa pagare.

Inoltre la certificazione energetica e' posta a fondamento di una
richiesta del privato per ottenere sgravi fiscali che l'amministrazione
pubblica concede sulla base delle certificazione stessa (sulla detrazione
IRPEF vale un +15% di detrazione).
Ebbene, in caso di attestazione mendace delle caratteristiche richieste
dalla legge per il conseguimento delle agevolazioni fiscali appare
configurabile, il concorso materiale del soggetto certificatore nel
reato di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”
ai sensi dell'art. 640-bis Cp commesso da colui che si giova della
certificazione."

Art. 640 bis - Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni
pubbliche -
La pena è della reclusione da uno a sei anni e si procede
d'ufficio se il fatto di cui all'articolo 640 riguarda contributi,
finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni dello stesso
tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato,
di altri enti pubblici o delle Comunità europee.

Che per l'Art. 110 - Pena per coloro che concorrono nel reato -
Quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di
esse soggiace alla pena per questo stabilita, salve le disposizioni
degli articoli seguenti.

Segue che il reato infatti, commesso dal privato, potrebbe essere
astrattamente addebitato anche al professionista.


Evidenzio che per il reato si procede d'ufficio.
Roberto Deboni DMIsr 12 Ago 2015 19:18
On Wed, 12 Aug 2015 11:18:35 -0500, Roberto Deboni DMIsr wrote:

> Ho l'impressione che qualche collega la sta prendendo troppo facile in
> materia e forse e' il caso di svegliarlo.
>
> Ricordiamo che la certificazione energetica si basa su una
> asseverazione.
>
> E che la parola asseverare nella ******* italiana, sta a denominare una
> dichiarazione di particolare rilevanza a cui viene ascritto un
> particolare valore di veridicità, affidabilità, e comprova della verità.
>
> Si tratta, pertanto, di una vera e propria certificazione che, se resa
> in modo non vero, ricade appieno nel reato di falso.
>
> Art. 481 - Falsità ideologica in certificati commessa da persone
> esercenti un servizio di pubblica necessità -
> Chiunque, nell'esercizio di una professione sanitaria o forense
> o di un altro servizio di pubblica necessità attesta falsamente in un
> certificato, fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità, è
> punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire centomila
> a un milione.
> Tali pene si applicano congiuntamente se il fatto è commesso a
> scopo di lucro.
>
> Il lucro c'e' certamente, visto che il professionista si fa pagare.
>
> Inoltre la certificazione energetica e' posta a fondamento di una
> richiesta del privato per ottenere sgravi fiscali che l'amministrazione
> pubblica concede sulla base delle certificazione stessa (sulla
> detrazione IRPEF vale un +15% di detrazione).
> Ebbene, in caso di attestazione mendace delle caratteristiche richieste
> dalla legge per il conseguimento delle agevolazioni fiscali appare
> configurabile, il concorso materiale del soggetto certificatore nel
> reato di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”
> ai sensi dell'art. 640-bis Cp commesso da colui che si giova della
> certificazione."
>
> Art. 640 bis - Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni
> pubbliche -
> La pena è della reclusione da uno a sei anni e si procede
> d'ufficio se il fatto di cui all'articolo 640 riguarda contributi,
> finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni dello stesso
> tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di
> altri enti pubblici o delle Comunità europee.
>
> Che per l'Art. 110 - Pena per coloro che concorrono nel reato -
> Quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di
> esse soggiace alla pena per questo stabilita, salve le disposizioni
> degli articoli seguenti.
>
> Segue che il reato infatti, commesso dal privato, potrebbe essere
> astrattamente addebitato anche al professionista.
>
>
> Evidenzio che per il reato si procede d'ufficio.

Aggiungo, che per la rilevanza della certificazione energetica prima
dei lavori:

La semplice sostituzione degli infissi o il rifacimento dell’involucro
degli edifici, qualora questi siano originariamente già conformi agli
indici richiesti, non consente di fruire della detrazione poiché il
beneficio è teso ad agevolare gli interventi da cui consegua un
risparmio energetico.

Quindi dichiarare di classe G un immobile, ad esempio, in classe C,
configura la premessa per il reato di truffa per il conseguimento
delle agevolazioni.

Infatti, nel caso di indici gia' conformi ai valori richiesti dalla
tabella A di cui al DM del MSE 11 Marzo 2008, è necessario quindi
che, a seguito dei lavori, tali indici di trasmittanza termica si
riducano ulteriormente: il tecnico che redige l’asseverazione deve
perciò specificare il valore di trasmittanza originaria del componente
su cui si interviene e asseverare che successivamente all’intervento la
trasmittanza dei medesimi componenti sia inferiore o uguale ai valori
prescritti.

Ora, il tecnico che spefica il valore di trasmittanza originaria
potrebbe anche rilevare inevitabilmente la falsita' di una
precedente certificazione energetica in classe G e sarebbe obbligato
a presentare un esposto.

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